Dovremmo avere tutti la passione del Conte Durini

Noi speriamo che siano stati tanti, se non tutti, i cittadini monzesi a leggere sulla pagina de Il Cittadino del 4 dicembre 2025 le dichiarazioni di Giulio Durini, ultimo conte di Monza.

Intervistato in occasione del suo rientro a Monza per partecipare alla conferenza “Monza dai De Leyva ai Durini” il Conte, cresciuto a New York, ha dichiarato di sentire, lui come tutta la famiglia, un legame speciale con Monza, città sulla quale ha fatto le seguenti dichiarazioni che vogliamo riportare fedelmente (per coloro ai quali fosse sfuggita l’intervista):

A Monza sono pervaso da un duplice sentimento: l’amore per questa città’ e la malinconia, per non dire il dolore, di vedere quanto sia andato perduto. Attraverso la Fondazione Durini vorrei creare un’apposita segnaletica per mettere in evidenza i monumenti della città. Quelli che sono rimasti, dato che Monza ha subito una vera e propria distruzione. Penso ad esempio allo stravolgimento subito in zona Rinascente. Ci sono stampe antiche che evidenziano quanto fosse bello lo sfondo sul quale svettavano il Campanile del Duomo e l’Arengario. E poi mi piange il cuore vedere anche in pieno centro graffiti, sporcizia e disordine. Monza non merita questo. E’ una città dalla storia antica che dovrebbe essere valorizzata a dovere. Vivere nella modernità non significa dimenticare il passato… Villa Mirabello è l’unica Villa lombarda, e una delle poche in Italia, a essere rimasta nel suo contesto naturale…
I Durini ebbero subito a cuore le sorti di Monza. Quando acquistarono il feudo (dai De Leyva) trovarono la città in condizioni disastrose, la gente era via via impoverita e per questo adottarono una politica fiscale attenta e lungimirante concedendo sgravi a coloro che intraprendevano un’attività e riducendo le tasse… chiamarono artisti e architetti a valorizzare il passato glorioso di Monza…”

Come suonano queste parole a chi ama Monza, perché vi è nato e cresciuto, a chi si è allontanato ma poi è tornato per scelta e nostalgia, a chi magari qui non è nato ma è venuto da lontano, dal Sud, scegliendola per la giusta dimensione umana, per la possibilità di relazioni amichevoli, per la lunga storia della quale è intessuta e che si percepiva nella eleganza, anzi raffinatezza di tanti luoghi, non ancora stravolti da nuovi insediamenti del dopo-guerra (economicamente aggressivi e spesso rozzi di altre città) e che in essa si è integrato fino a riconoscerla come propria?
Quanti si ritrovano in questo doloroso giudizio?

Monza ora è ai primi posti nelle graduatorie dell’inquinamento e del traffico caotico e disordinato, con parcheggi a strisce blu che tra poco arriveranno ai cancelli della Villa Reale; con la sporcizia del suo centro storico; con le cataste di scarti di cartone da imballo, e sacchi di rifiuti   attorno all’Arengario e nella centrale via Carlo Alberto.
Sono scomparsi dal centro i negozi storici di elevata qualità merceologica, caratterizzati da vetrine eleganti, sostituiti da estemporanei esercizi commerciali,con arredi esterni disarmonici rispetto al contesto ( a volte più simile ad un bar o ristorante da spiaggia estiva). E, ancor peggio, Monza è costantemente presente nella cronaca “nera” per la presenza di bande delinquenziali che si esibiscono in atteggiamenti aggressivi anche nel quadrivio centrale dell’Arengario, con aggressività e spavalderia.
E non pare davvero che il Conte Durini avrebbe pensato fossero migliorative dell’estetica e dello charm monzese né le chiusure in tende di plastica di centralissimi esercizi commerciali, né l’ipotesi della passerella aerea per l’accesso all’Arengario! 
Ma è possibile che questa Amministrazione non riesca a partorire idee più brillanti, degne di un passato tanto glorioso? Solo brevi video pubblicitari da diffondere sui social, autocelebrativi e per altro anche di contenuto impreciso?

Non pensiamo che ci si debba rivolgere all’ architetto Calatrava, certamente geniale ma forse un po’ costoso, ma almeno pensare ad un bando progettuale, un concorso di idee ad inviti che possa mettere a confronto importanti firme dell’architettura, e perché no, giovani professionisti che potrebbero avere qualità progettuali da far impallidire un archistar, anziché scegliere il professionista “amico”. Persino il Comune di Casatenovo, a pochi passi da - Monza, quando si è trattato di ripensare al centro storico ha indetto un concorso di progettazione ad inviti, chiamando tre firme importanti dell’architettura (addirittura internazionali). Purtroppo gli amministratori di turno, ignorano e nemmeno si informano, cercando di apparire democratici proponendo ai cittadini: “volete la soluzione con il buco o quella aerea?”

 Ci appelliamo alla sensibilità dei concittadini: Monza è la vostra casa, come la sente il conte Durini, non la casa della Giunta Pilotto, occupanti temporanei e di ormai comprovata poca sensibilità!